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Vi abbiamo accennato al fatto che esistono certe “cose” che si chiamano Prépas, si, ma cosa sono?

Allora, le Prépas, sono delle scuole private che impartiscono lezioni extra durante l’anno di P1, ed organizzano anche simulazioni di esami, affinché uno sia preparato al meglio per affrontare il concorso. Ce ne sono tantissime e variano da regione a regione, da facoltà a facoltà. Detto cosi’ non sembra per niente male;) . In effetti, la massa di cose da imparare è enorme, e un aiutino non fa male, visto che non si possono fare domande ai prof dell’Università per evitare favoritismi ( bisognerebbe che tutti gli studenti ascoltassero la domanda e la risposta per far si che la situazione sia equa, ed è una cosa irrealizzabile).

Pero’ ( non mi fraintendete non sono una anti-prépa) in realtà le cose sono bene diverse. Iniziando dai costi esorbitanti di queste Prépas (fino a 3 OOO €) . Molte persone non possono permettersi di sborsare tali cifre, ed automaticamente sono sfavorite. Talvolta c’è chi prende un mutuo o prelieva dai risparmi familiari solo per pagare le Prépas, senza avere la certezza di entrare a medicina. Vi posso dire che, questo, aumenta ancor di più la pressione che grava sulle spalle dei ragazzi, si sentono in dovere di far si che quei soldi non siano buttati via. Pero’ i dati sono quelli, a P6 l’86% degli iscritti non supererà mai lo scoglio della P1, prépa o non prépa.

Le pubblicità che sono fatte dalle prépas ( che compredono opuscoli informativi, righelli, penne, e persino pseudo spot informativi sulla vita durante la P1 visibili su internet) ci mettono nella condizione di pensare che ci renderanno tutto più facile, che grazie a loro la nostra possibilità di entrare a medicina sarà aumentata (questo poteva essere vero 20 anni fa, adesso il 90% della gente prende una prépa) e che se non prendete una prépa non ce la farete mai ad entrare a medicina (per far venire i sensi di colpa). In più, al livello degli insegnamenti, succede spesso ( o meno spesso, dipende dalla qualità della prépa selezionata) che le lezioni non siano proprio adeguate con il programma, o che non corrispondano alla visione del docente universitario. In P1, con tutto quello che c’è da fare, non ci si puo’ permettere di passare 1 ora su un argomento fuori programma. Un’altra cosa è che le classifiche degli studenti, fatte durante le prove di esami (esami in bianco) non sono significative. Cioè, il campione di allievi in una Prépa è troppo ridotto in confronto ai più di 2000 studenti. Magari uno puo’ essere primo in classifica nella prépa, pero’ poi sui 2000 ragazzi puo’ benissimo essere tra i peggiori.

Le università stanno reagendo all’incremento dell’influenza delle prépas, ed hanno creato un sistema di tutorato totalmente gratuito. Gli allievi del secondo anno (i P2) organizzano dei test di valutazione con graduatoria ( questa volta la classifica è più rappresentativa visto che ci sono moltissimi studenti, più del 60% che ci partecipa) ogni settimana e rispondo alle eventuali domande dei P1. Il sistema per ora sembra funzionare bene, speriamo che duri…

Tuttavia le Prépas non hanno solo lati negativi. Sono molto utili come punto di appiglio nel marasma universitario. Aiutano la transizione tra un sistema liceale, dove siamo molto inquadrati, ed un sistema universitario dove siamo lasciati allo sbaraglio ( anche se la P1 è un mondo totalmente diverso da quello che è la realtà universitaria “normale”). Ci insegnano una metodologia di studio molto utile, ed inoltre, aiutano a socializzare. Essendo riuniti in piccoli gruppi è più facile conoscere persone (in un amfiteatro di 300 persone non è molto facile farsi degli amici), e cosi’ ci si sente meno soli.

Ho cercato di spiegare al meglio cosa sono queste benedette Prépas, comunque penso che, Sophie chiarirà di sicuro la situazione grazie alla sua infinita saggezza!

Eccomi !!!!!!!!!!!!!

Sono d’accordo con la Samantha quando dice che le Prepas sono care e che il successo all’esame non è assolutamente garantito pure pagando queste lezione extra. Ma non si può negare che costituiscono un aiuto essenziale e prezioso che può fare la differenza.

Anche a Tolosa, il “se non ho capito chiedo al professore ” NON esiste ! Il prof neanche ti considera: Arriva, fa il suo corso (con più o meno volontà e impegno, dipende dell’umore del giorno), e ….scappa ! Sono rari i prof che rispondono alle domande.

A Tolosa abbiamo sostanzialmente 3 scuole private, ma c’è ne una particolarmente efficace, che prende in carica lo studente aiutandolo ad organizzarsi nella sua giornata, nei suoi ripassi per il concorso.

Alla fine, la giornata di uno studente di P1 è continua dalle 7.00 della matina alle 24.00, tutti i giorni. Non si può fare diversamente.

Uno studente che non ha un buon ritmo di vita e di studio, regolato quasi minuto per minuto come un orologio svizzero, non può superare il concorso, non c’è verso!!!!!

Un’ultima cosa : sono contenta di sapere che ora esiste il Tutorat di cui Samantha ha già parlato. Infatti, alla mia epoca cioè sei anni fa (maremma come mi sento vecchia ragazzi !!!!!) questo sistema non esisteva, forse potrà costituire un’alternativa interessante e per lo meno GRATUITA e lottare contre il monopolio delle Prépas.

A presto per un nuovo post

Ps : non dimenticare di lasciare commenti !!!!


 

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