Sono di passaggio a Parigi, e da brava paziente sono andata a salutare il mio medico.

Abbiamo parlato del più e del meno, e poi siamo arrivati al tema nel quale ogni medico si diletta, gli studi;)

In poche parole, il mio bravo medico mi ha detto questo.

Ovviamente la P1 è un anno terribile, ma con il passare degi anni, il futuro medico e poi il medico si rende conto che è una esperienza molto formativa.

Perché?! Se ci pensiamo bene la risposta è ovvia. Durante i nostri studi dobbiamo imparare a saper reagire alla svelta, non mollare, essere combattivi senza però dimenticarsi di essere umani nel nostro comportamento.

Credo che la P1 e successivamente l’esame dell’internato (ECN) siano esperienze fondamentali nelle genesi di un medico.  L’unico inghippo sta nel fatto che molti studenti perdono la loro umanità nel corso degli anni, diventano macchine, imparano tonnellate di informazioni ma ciò non fa obbligatoriamente di loro dei buon medici.

Allora sì alla P1, sì all’ECN ma bisogna sempre ricordare che sono esami, e che dietro questi esami non si valuta solo le nostre conoscenze, ma anche la nostra capacità a non farci fagocitare dalla medicina.

Tutti i medici che si sono estremamente ben piazzati a questi test dicono la stessa cosa, ok studiare 10 ore il giorno, ma bisogna scindere le cose, lo studio e noi stessi, bisogna avere una vita propria. 

Una volta che il medico è riuscito a fare le 2 cose si può considerare che il suo percorso formativo è già a buon punto;)

Io ci ho pensato su, e sebbene all’inizio le parole del mio medico mi sembravano alquanto “stupide” (come facciamo ad avere una vita al di fuori dallo studio, se per definizione noi dobbiamo studiare??), in fin dei conti devo ammettere che non ha tutti i torti.

Ho imparato molto dalla P1, lo vedo con i miei compagni di corso italiani. Non dico che ho qualcosa in più, solo che sotto certi aspetti siamo diversi, non reagiamo allo stesso modo. Relativizzo molto di più, non sono alla ricerca del 30 Lode, voglio capire e a volte studiare di meno, ma vivere esperienze umane mi aiuteranno nel mio lavoro, ad esempio il volontario in Croce Rossa, è vero che fare turni ruba tempo, pero’ i momenti in cui sono con il malato e lui ha bisogno di me, che io faccia le cose che mi sono state insegnate per farlo stare meglio ma anche rassicurarlo, prendermi cura di lui come essere umano, credo aiuti molto quando mi ritroverò davanti ad un paziente che si aspetta da me che lo curi o che gli salvi la vita…

Samantha

Oggi andiamo a verbalizzare ” l’esame ” di informatica, e mi sono chiesta cosa avevo tratto da questa esperienza.

In effetti un paio di cose ci sono, prima di tutto il fatto di poter gestire lo studio ma anche il sentirsi utile. Abbiamo cercato di di trasmettere le nostre conoscenze ad altre persone, magari il tema trattato non è dei più interessanti per chi non gravita nel mondo dell’università, pero’ è sempre bello vedere come qualche migliaio di km facciano la differenza nel modo di affrontare le situazioni.

Per ritornare al corso di informatica, vorrei dire che è stata una bella esperienza. Mi è piaciuto il fatto di studiare, non per obbligo, ma perché qualcosa (o qualqu’uno) aveva stimolato la mia curiosità. Informarmi su cosa fosse veramente il Web 2.0, e scoprire che non è un mondo caotico, dove chi capisce poco di informatica viene sommerso, ma una realtà (seppur virtuale) molto bene organizzata, con i suoi codici, le sue strutture e i suoi valori; con gente che comunica, che si aiuta a vicenda (dipende dalle situazioni), insomma non è il ‘posto’ pericoloso, quasi satanico, che mi dipingevano i miei vecchi prof del liceo, che si offendevano a morte se andavamo a cercare informazioni su wikipedia, invece di accontentarci delle vecchie enciclopedie che non erano state aggiornate dagli anni 80;)

Tutto questo  per dire al Prof. Formiconi questo suo corso è stato molto più formativo di quanto pensassi e che fa bene a continuare cosi’!

Cerchemo di continuare a rispondere alle domande che ci verrano fatte su questo blog e di tenerlo aggiornato in vista delle nuove riforme francesi, anche se purtroppo con tutti gli esami da dare, il tempo non sembra mai a sufficienza…

Samantha

Leggendo lo scritto del Prof. Formiconi, mi sono resa conto di quanto fossero importanti le connessioni, ma anche che esiste una forma di conoscenza che va al di fuori della scolarizzazione. Una conoscenza che si protrebbe definire come un misto di tecnica (savoir faire), di intuizione, e osservazione.

L’esempio migliore che mi è saltato in mente è Hunter Campbell Adams, meglio noto come il Dottor Patch Adams 😉

Un primo approccio  protrebbe far pensare che il suo metodo è “superficiale” e abbastanza ovvio, ma riflettendoci su, mi sono accorta che c’è un ragionamento molto complesso alla base della clowntherapy, e del modo di gestire pazienti e malattie nel Gesundheit! Institute. Questo ragionamento, secondo me, si basa sulle connessioni e le reti.

La prima connessione importante è tra l’ambiente che ci circonda e la nostra salute. Anche questa connessione sembrerebbe ovvia, pero’ quando vedo quello che stiamo combinando con il pianeta, mi rendo conto che ci vediamo come entità totalmente separate dalla natura. Come se il cibo, l’aria, l’acqua, il sole, fossero entità virtuali che ci sono adesso e che ci saranno sempre. Non è perché abbiamo certe conoscenze sul mondo che ci circonda che possiamo diventarne estranei ne pensare di controllarlo. Se l’acqua che beviamo è contaminata, la nostra salute ne risente, se c’è un cambiamento climatico, una catastrofe naturale siamo del tutto impotenti, anche se costruiamo palazzi “a prova di tutto”, e facciamo dighe e contro dighe. Cio’ non vuol dire che bisogna rifiutare la tecnica e la tecnologia, anzi bisognerebbe utilizzare questi due fantastici mezzi per cercare di trovare una nuova via di comunicazione con il mondo esterno, e di evolverci assieme e non contro.

L’altra connessione è quella tra mente e corpo.  Il Dott. Patch è stato uno dei primi a “democratizzare”, il ridere come terapia. Fino a qualche anno fa, scherzare con il paziente, portare allegria in ospedale era una cosa inconcepibile. Non parlo di 50 anni fa, ma dei primi anni 90. E qui si ritorna nel campo della medicina. Il paziente è troppo spesso considerato come un susseguirsi di organi, apparati, patologie, è schematizzato. Perché? Perché durante i suoi studi il futuro medico ha imparato a riempire delle caselline, se ha tale sintomo allora c’è tale organo colpito, se le analisi non sono nella media allora c’è qualcosa che non va… Ma allora come si spiega che certi pazienti dati per spacciati si salvino e altri che non avevano quasi niente non ce la facciano?? Miracolo? Forse, oppure c’è qualcos’altro che va preso in considerazione? E se fosse il singolo paziente a fare la differenza? La sua volontà, la sua capacità di interagire con le sue proprie cellule,  facendo delle connessioni con le reti che lo organizzano? Nel bene come nel male. Con la voglia di uscirne vivo come con la voglia di lasciarsi andare. 

La brillante idea del Dott. Patch è stata questa, considerare il paziente come un tutto, non scinderlo in due parti rinchiuse in un compartimento stagno. Patch Adams è andato contro gli insegnamenti che gli erano stati dati, ma non facendo tabula rasa del passato, ma cercando di miglorarlo. Non ha rinnegato la scienza, come si ha tendenza a fare oggi, ma neanche ha smesso di pensare all’essere umano come giustappunto un essere, e l’essere non è quantificabile. Si è lasciato guidare dal suo istinto, dalla sua esperienza clinica, da qualcosa che sapeva essere giusto o che perlomeno era giusto per lui. Ha preso il buono dalla pratica e dalla teoria, facendone saltare fuori un nuovo metodo di cura, credo si chiami incrementare la procedura (amici informatici, se ci siete battete un colpo 😉 )

Spiritualità e scienza non si escludono a vicenda, ma si completano.  Tutto cio’ è ovviamente una mia opinione e non dico che sia giusta, anzi!

Samantha

PS: Qui sono citati qualche link dove potrete trovare più ampie informazzioni su Adams Patch:

www.patchadams.org

http://it.wikipedia.org/wiki/Patch_Adams

Bene, cosa succede dopo la P1?

Allora,  il 20% dei P1 “miracolati” che sono riusciti ad entrare, diventano a pieno titolo studenti in medicina! La prima cosa che fa il neo P2 è comprarsi il fonendoscopio, perché? Ebbene, prima di iniziare le lezioni, gli studenti devono eseguire un tirocinio infermieristico di 1 mese. Durante questo primo tirocinio, lo studente deve imparare a fare prelievi, ECG, a relazionarsi con il paziente, insomma tutto quello che è di competenza infermieristica (ma anche medica, un medico che non sa fare un prelievo mi sembra una cosa alquanto disumana!).

Dal punto di vista delle lezioni, le cose sono più o meno, come in italia, solo che alla fine di ogni semestre c’è una settimana di esami dove si danno tutte le materie del semestre, e per avere il semestre convalidato, la media ponderata dei voti agli esami non deve essere inferiore a 10 su 20. In effetti, in Francia, i voti sono dati su scala di 20, e la sufficienza è 10. Attenzione, cosi’ sembra facile, pero’ ve lo assicuro, per arrivare a 10 su 20 bisogna letteralmente sputare sangue. A mia conoscenza, non è mai stato dato un 20 su 20 da più di 25 anni nella facoltà Parigi 6. Già se si ha 11 è un exploit 😉

Se alla fine dell’anno, non è stato convalidato un semestre, bisogna ridare le materie dove il voto è stato insufficiente a settembre. Se anche a settembre, non si riesce ad avere la media del 10, a questo punto si viene bocciati.

Un’altra cosa importante che si fa in P2, è la dissezione. Durante un mese, di solito a primavera, si eseguono dissezioni! Appena i miei amici P2 mi racconteranno la loro esperienza ve la faro’ sapere 😉

Bene, dopo la P2, c’è la D1 (o DCEM1 =Deuxième Cycle d’Etudes Médicales 1), e iniziano le cose serie. Lo studente è considerato un ‘esterno”, vale a dire che deve sia assistere alle lezione, che fare i tirocini all’ospedale. In effetti, gli studi in medicina vengono considerati come una formazione in alternanza, cioè lo studente è obbligato ad andare per un minimo di non so quante ore mensili all’ospedale. Non vi dico i problemi di organizzazione, tra andare la mattina all’ospedale e il pomeriggio all’università…

Dopo ancora c’ è la D2, e in più di studiare all’università, andare a fare i tirocini all’ospedale si aggiungono i turni di notte e le conferenze (“confs”). Per questi turni (obbligatori) lo studente viene comunque remunerato (anche se è una cosa quasi simbolica). Invece le “confs” sono ore (di solito o la sera tardi o nel week end) dove gli studenti si ritrovano o con specializzandi o con dei prof per prepararsi all’ECN (Examen Classant National) e fare tanti test per valutare le conoscenze dei vari studenti. 

La cosa continua cosi’ anche in D3 e D4, solo che la tensione aumenta, e da quello che mi è stato detto la D4 è un’anno infernale seppur è l’ultimo (gli studi durano 6 anni senza la specialistica).

Che cos’è l’ECN? L’ECN sarebbe paragonabile all’esame di stato, solo che è unico per tutti gli studenti in medicina francesi. A seconda della graduatoria e dei posti disponibili, ognuno sceglie la sua specializzazione, ovviamente il primo in classifica potrà scegliere quello che vuole, l’ultimo potrà prendere quello che rimane, vale a dire medicina generale. Cosi’ non è lo studente a scegliere una specializzazione e poi fare di tutto per entrare in quella scuola, ma deve cercare di essere migliore di tutti gli altri studenti in medicina per essere sicuro di essere ben piazzato e di potere scegliere quello che vuole. Detta cosi’ è una cosa molto stressante, pero’ ci sono migliaia di studenti che lo fanno ogni anno, sarà che ci si puo’ adattare??

Dopo aver passato l’ECN e essere entrato in una specializzazione (attenzione medicina generale è ormai considerata come una specializzazione da qualche anno, dunque bisogna cmq fare 3 anni di specialistica), si diventa “internes” ovvero specializzandi. Non si hanno quasi più lezioni, la cosa importante è preparare la tesi. In effetti, non si diventa medici dopo la laurea, ma alla fine dell’internato (specializzazione), dopo aver finito la tesi, cioè averla sostenuta davanti ad una giuria composta di medici ed aver pronunciato il sermento d’Ippocrate, prima di allora sono solo “internes”.

Spero che quest’articolo sia abbastanza chiaro, se volete altre info basta lasciare un post;)

Avete superato lo shock delle regole del gioco? Bene, ora continuamo. Se avete capito, queste sono da rispettare per evitare la vendetta dei Quadrati o dei P2. Ecco qualche esempi di piccole “torture” tra “amici” . Ovviamente non sono veramente delle torture, in francia portava il nome specifico di “bizuthage” (ovvero “torture di bizuth”) prima che un decreto lo definisse come un reato. Da allora le cose sono cambiate (un pochino), ma come abbiamo detto il bizuthage è una tradizione e anche se sentirete molte persone che si lamentano lo fanno apposta per sembrare persone serie, ma sotto sotto piace anche a loro. D’altra parte senza bizuthage medicina non sarebbe più medicina;)

https://i0.wp.com/www.martinellimodena.it/astuccio07.gifLa tortura dell’astuccio :

Un bizuth che esce appena delle scuole superiori ha questo vizio scolastico assurdo (ma umano) di portare con lui un astuccio per sistemare tutte le sue preziose penne. Succede che un bizuth, anima innocente e pura, si trovi seduto nell’aula, accanto a un quadrato (anzi circondato di quadrati). Aspettando l’inizio della lezione, il bizuth sistema l’astuccio e i fogli sul banco, pronto a scrivere, tranquillo. Ma il quadrato innorridito commincia a stuzzicare il nostro povero bizuth.

Se il bizuth si rifiuta di obbedire a una regola o se dice qualcosa di sbagliato secondo il quadrato ma anche senza motivo apparente (si deve imparare che la vita è spesso ingiusta), il quadrato mette a esecuzione la tortura dell’astuccio. Due casi diversi si presentano per il nostro bizuth :

– Se è seduto accanto ad un quadrato buonoThe image “https://i1.wp.com/www.inrp.fr/Acces/biotic/procreat/determin/images/angelot.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

– Se è seduto accanto a un quadrato cattivoThe image “https://i1.wp.com/24.img.v4.skyrock.net/24f/eldiablo7438/pics/219193909.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

Che cosa succede ?

=> il quadrato buono CHIUDE l’astuccio prima di farlo rotolare giù per le scale dell’anfiteatro . Quindi il bizuth si alza per andare a cercare il suo astuccio, ovviamente tutti gli altri possono buttarli adosso proiettili tipo palline e aerei di carta, cataloghi “arte e dicorazione” o addiretura elenchi telefonici.

=> il quadrato cattivo, lui, NON CHIUDE l’astuccio prima di lanciarlo. Sicchè tutte le penne volano un po’ dappertutto nell’aula. Ovviamente, prende più tempo per il bizuth di recuperare il tutto laciando la possibilità agli altri di prenderlo per un bersaglio.

La tortura della mutande :https://i1.wp.com/www.glamoutlet.com/Outlet/images/catalog/prd5961f_P.jpg

Quando un bizuth ha “subito una tortura” tipo la tortura dell’astuccio i si ritrova con 400 paia di occhi fissati su di lui mentre raccoglie le sue cose e in generale i Quadrati urlano “NON HAI MESSO LA MUTANDE”.

A questo punto, il Bizuth deve mostrare che ha messo le mutande o facendo vedere l’elastico a tutti con sul viso un espressione più sexy possibile o addirettura abbassare il pantalone mostrare a tutti le sue mutande che poi nel euforia del momento, i ragazzi  abbassano pure le mutande  per fare vedere a tutti il loro favoloso sedere. (le ragazze non fanno questo genere di cavolate).

https://i1.wp.com/www.shadesdirect.com/Images/prods_gifs/adhesives_gif_folder/scotch_photomount_tape_LARGE.jpgLa tortura dello scotch :

Tortura fatta in qualche facoltà come Laennec. Questa tortura consiste a scegliere un bizuth a caso e di legarlo ad una sedia con scotch e film trasparente di cucina. La sedia viene messa sulla scrivania del professore posta sulla cattedra.

Quindi il bizuth si ritrova con tutti che lo mirano con palline o aerei di carta (o altre cose, dipende). Lo scopo per il bizuth è di liberarsi il più rapidamente possibile. 

Per la prova in imagini fai un click su questo link : scotch a lannec

NB: DA NOTARE IN QUESTA VIDEO CHE IL PROF è PRESENTE NELL’AULA E NON DICE NIENTE !!!!!!!!! 

La tortura della bataglia di farina :

Ogni tanto si organizza nell’aula o in generale davanti all’aula una battaglia di farina e uova che oppone i P2 ai P1 (Quadrati e Bizuth riuniti). Alla fine manca soltanto la panna e la cigliegia sopra per assomigliare a un dolce.

Per vedere un po’ il risultato vai su questo link (registrato a tolosa Rangueil 2008) : battaglia di farina

https://i2.wp.com/imagesforum.doctissimo.fr/mesimages/4179621/bisou.jpg 

Il bacio al prof :

C’è poco da fare, ci sono dei prof che sono delle vere star nell’aula !!! Dimostrare a un prof che lo amiamo è il regalo più grande che si possa fare. Quindi, ogni tanto è bello dare un bacio al prof e fa sempre piacere. In generale,gli studenti si vestono con dei vestiti di carnavale molto colorati, e mentre il prof fare lezione, interrompono la lezione per dare un bacio al prof sotto la standing ovation dell’aula.

Non ci credete : andate a dare un occhiatina a questa video (registrato a Tolosa con la professoressa di scienze umane chiamata Boubou per gli intimi) : Bisou à Boubou 

Cartoon: podium (medium) by izidro tagged cartoonIl podium :

La prima parte del concorso si svolge a gennaio. I risultati di questa prima prova sono dati a marzo, ma la classifica degli studenti  è confidenziale (solo in teoria)

I P2 ne approffitano per corrompere qualche segretaria, o allora uno studente di informatica che tira fuori un programma, in modo da ottenere la classifica degli studenti e organizzare il PODIUM DEI P1 .

I 3 primi vincitori partecipano a una gara  chiamata “Chi vuol esser un P2?” contro dei P2. Devono rispondere a delle domande estremamente difficili sapendo che soltanto i P2 hanno già le risposte.

Ovviamente quando non si risponde alle domande, la punizione è di bere un cocktail “alla siringa” preparato dai P2 specialmente per l’occasione. Questo cocktail puo’ essere costituito di un mix di superalcolici ma anche contenere dei prodotti tipo diuretici o lassativi. 

Ci sono dei numeri che hanno una certa connotazione o sessuale o rispetto alla marca di un alcool. 

Abbiamo :

– il primo: va a giro con un bersaglio disegnato in fronte e sul sedere, e tutte le volte che passa un P2 viene colpito con una freccietta

– il 27 : per il Jet 27 (Alcool di Menta freschissimo) => Il P1 lo beve puro

– il 51 : per il Pastis  (Alcool all’anice, famossissimo nel sud della Francia) => il P1 lo beve puro

– il 69 : penso che non c’è bisogno di spiegazioni in detaglio. Il P1 deve mimare la canzone del Carabin che descrive diversi posizioni sessuale.

– l’ultimo della classifica che è considerato come un semi-dio

– Numeri scelti a caso a seconda dell’umore dei P2.

Queste persone devono partecipare a diversi giochi, gare, sfide….

Abbiamo fatto le presentazioni dei diversi protagonisti. Ora bisogna conoscere le regole del gioco. L’abbiamo già spiegato prima, il bizuth le scopre abbastanza rapidamente. Ecco il manuale d’istruzione per voi (ovviamente ci sono delle particolarità per ogni facoltà ma insomma più o meno si ragiona nello stesso modo, la mentalità dei carabin* è universale), i 16 comandamenti sono:

1) Per prendere il tuo posto presto la mattina tu arriverai. A Tolosa siamo più o meno 450 per ogni gruppo (1 per la mattina e 1 per il pomeriggio). Il piccolo problema è che la capacità dell’aula grande è di 300 posti. Quindi si deve arrivare presto per avere un posto seduto per non finire sulle scale o per non rimanere in piedi ! Io vivevo in centro città, la facoltà si trova in periferia. Dovevo arrivare alle 7h10 la mattina per trovare un posto mentre la lezione inizia alle 8h00.

Qui comincia una competizione di velocità con i

quadrati che arrivano in generale presto e riservano

i posti migliori. Ma un quadrato non riserva un posto

per sé e basta; ma 20 posti, e non c’è modo di

ragionare con un quadrato per avere un posto. Lui non ti ascolta, è

incorruttibile (a meno che non si faccia uno spogliarello) !

2) Dopo Tu ti siederai. Hai trovato il posto, beato te, la lezione sta per cominciare : Siediti ! Subito ! Sennò disturbi gli altri (per gli altri intendo i quadrati). E un quadrato disturbato, non è una buona cosa. I quadrati ti urlano di sederti prima di incavolarsi. (cf Siediti !)

3) In ritardo non arriverai. Questo è abbastanza diverso dall’Italia. Infatti, ci siamo rese conto che, ci sono parecchi studenti che, pur arrivando in ritardo entrano comunque nell’aula e si siedono.

In Francia, arrivare in ritardo a lezione non è visto di un buon occhio dalla parte del prof e degli altri studenti. Loro ti fanno fare una bella figuraccia. Spesso se sei in ritardo, non entri nemmeno nell’aula, devi aspettare la pausa a metà del corso.

The image “https://i0.wp.com/accel95.mettre-put-idata.over-blog.com/0/00/35/40/01-2006/lapinblanc2.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.In P1,siccome è un concorso, se tu manchi una parte della lezione, sei penalizzato perchè nessuno ti permetterà di recuperare la parte che ti manca, o se ti passano gli appunti stai attento, sono sicuramenti pieni di errori. Quindi a questo punto devi entrare in aula nel modo più discreto possibile.

A Parigi, essendoci i poly e le lezioni essendo registrate non c’è questo problema.

Purtroppo, i quadrati ci stanno molto attenti, il loro scopo è di fare notare al prof che sei in ritardo, gridando “nudo” (cf.Giochi di P1). Il prof in generale si arrabbia e ti fa fare una bella figuraccia davanti a tutti. Cosi impari che essere in ritardo, NON SI FA !!!!!

4) Solo quello che si deve dire tu dirai. Il bello della lingua francese è che certe parole nascondono una possibilità di giocare. Mi spiego (ora facciamo un po’ di francese per capire bene il concetto).

In francese, per dire ” Dì’ ” (presente del imperativo del verbo dire) si dice ” Dit ” e si pronuncia ” di”. Ecco, ci sono delle parole in francese dove si trova questo suono “di”. esempio “dynamique” (dinamica).

Il gioco consiste a dire ad alta voce e tutti insieme il gruppo di sillabe che seguono il suono “di” facendo finta che il prof pronunciando la maledetta parola, aveva chiesto di dirlo.

Esempio con dinamica (perché per questa parola funziona anche per l’italiano) : Il prof pronuncia DI/NAMICA => L’aula risponde ” NAMICA“. Vi torna ? Quindi si deve stare attenti per non mancare un’occasione di ridere un po’ !!!

5) Griderai quello che si deve gridare. Stesso principio che per la regola N°4 ma con gridare. In francese “Grida” si dice “crie” e si pronucia “cri”. Quindi quando c’é una parola dove si ha questo suono tu devi gridare.

Esempio : CRITIQUE (critica) : l’aula urla “TIQUE“. Fino a qui vi torna ancora ? Si ? bene continuamo allora !

6) Se si comincia a cantare : canterai ! (cf Il calma riposante nell\’aula di medicina) . Come già spiegato in Giochi di P1, nell’aula si canta molto. Le canzoni sono trasmesse di generazione in generazione e cambiano ovviamente da una facoltà all’altra. Rimangono qualche “must” che si cantano in tutte le facoltà. Queste canzoni si chiamano ” les paillardes“.

The image “https://i2.wp.com/www.acj-95.lurey-cadet.myftp.org/la-chorale-des-schtroumpfs.gif” cannot be displayed, because it contains errors.Sono canzoni calorose, sempre con una connotazione sessuale più o meno importante. Servono a rilasciare la pressione, e contribuiscono all’ambiente caloroso dell’aula. Un bizuth si deve di imparare abbastanzza rapidamente le canzoni per poter cantarle assieme all’aula. In certe facoltà ci sono i “bizuth canzone” che hanno il compito di cantare le canzoni chieste dai quadrati. Un bizuth che non canta sarà un disgraziato per tutto l’anno.

Abbiamo trovato una canzone in italiano che è cantata dai ragazzi italiani a Marsiglia ( anime sensibili astenersi, non ci prendiamo la responsabilità di eventuali svanimenti): L\’Osteria

7) Di lasciare esprimere i tuoi ormoni, non perderai mai un’occasione (anche se non è ancora primavera)

Quando il prof dice una parola che finisce in “suss”, come processus (processo, molto utilizzato in anatomia), lapsus, plexus (plesso), nexus (nesso), tutti devono urlare “Susse“.

Allora” Susse”, per i non francofoni, vuol dire succhiare o pompare (vi lasciamo la libera interpretazione… Comunque un ideina ce l’avete 😉 ). Poi dopo aver detto Susse, si aggiunge “Avale” ( ingiottisci), poi, “degueulasse” (schifoso) ed infine “recrache” (risputa). Preciso che a Tolosa ci si ferma a Susse, invece noi parigini depravati continuiamo con “Avale, Degueulasse e Recrache”.

Ok ragazzi non ci infamate, questa è la verità ed abbiamo deciso di dirvi tutto, senza imporre censura.

8 ) Se ti annoi,ad alta voce tu lo dirai .

9) Se trovi la lezione un po’ lunga tu fischierai e l’ora chiederai.

https://i2.wp.com/fr.scoutwiki.org/images/thumb/4/4a/Semaphore_joubert.jpg/200px-Semaphore_joubert.jpg

Spesso succede che la lezione sia un pò noiosa e ci chiediamo che ore sono e il Dio dei quadrati creò una cosa estremamente utile : il “Bizuth Orologio”.

Il suo compito è di rispondere alla domanda “Bizuth Orologio che ore sono ???” alzandosi e mimando con le braccia l’ora giusta.


10) Ogni tanto lancierai un aereoplanino o una pallina di carta

(cf video sfenoide airway) Fa sempre piacere 😉The image “https://i2.wp.com/www.dlair.fr/_borders/avion%20papier.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

11) Se sei felice, tu lo farai sapere !!!!https://i2.wp.com/s.bebo.com/app-image/7925148695/5411656627/PROFILE/i.quizzaz.com/img/q/u/08/03/31/happy-face.jpg

Puoi urlare la tua gioa, communicarla agli altri è essenziale 😉


12) Non credererai tutto quello che dice il prof : Everybody lies !!

https://i0.wp.com/images.fanpop.com/images/image_uploads/House---No-Lies-house-md-561420_1680_1050.jpg

Quando il prof dice una cosa senza dimostrarne la veracità (“credetemi sulla parola”), bisogna urlare :

” Tu Menti, Bugiardo!”


13) Ogni tanto se il prof ti sembra smunto, lo rianimerai!

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Gridando “pronto, ci sei? “. Siamo molto legati ai nostri
profs e dobbiamo assicuraci della loro salute. Un prof che
non parla è una cosa inquietante !


ORMAI PASSIAMO ALLE COSE SERIE : UN PO’ DI AZIONE NON FA MALE

14) Se tu ricevi una palla di carta della dimensione di un pallone di calcio sulla testa tu la rispedirai al mittente!

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15) Quando è l’ora di finire la lezione: il prof avviserai !

“Prof hai visto l’ora !!!! E’ finita la lezione “

16) And last but not least, ad ogni minuto della tua vita tu studierai fino a che nel coma non cadrai!

https://i1.wp.com/www.ipev.fr/img/bonusGoodhope/C9-8-fatigue.jpg

Chi è capace di fare tutto questo, lanci la prima pietra ! (o il primo aeroplanino)

Vi lasciamo respirare un pò il tempo di assimilare tutte queste nuove regole ( talvolta un pò sconvolgenti).

Un saluto da Sam e So

Passiamo ora alla P1 dell’ anfiteatro, quella quotidiana, la vera P1 degli studenti !

Arrivando nell’aula il primo giorno, capiamo subito che ci sono diverse categorie di persone. Facciamo una piccola presentazione ! Volevo farvi notare che abbiamo messo a disposizione in questo blog una pagina che si chiama “Giochi di P1″ (in alto) nella quale potete trovare un power point che illustra un po’ l’ambiente della P1 attraverso i giochi che si fanno in aula mentre il prof fa lezione.

Cominciamo la presentazione della fauna studentesca in medicina:

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IL BIZUTH => La specie che risponde a questo nome

strano (pronunciato BI-ZU, l’equivalente sarebbe

novellino, o matricola) è lo studente che si iscrive per la

prima volta alla facoltà di medicina.

E’ una persona  ingenua e fragile, appena uscita del dolce nido della scuola

superiore, e che, scopre un mondo nuovo e talvolta crudele: Il bizuth

costituisce la deliziosa vittima dei Quadrati, una preda facile da catturare

essendo sempre solo (il P1 non ha amici!) con un mucchio di libri .

IL QUADRATO => il Quadrato è un studente che era bizuth e che non ha superato il concorso alla prima. Deve, quindi, ripetere l’anno per tentarlo di nuovo. Il quadrato si caratterizza parlando forte, ha il sentimento di dominare la situazione perché LUI HA GIÀ VISSUTO una P1. Insomma il Quadrato è il Boss dell’aula.

Robert Maschio, ScrubsI Quadrati si muovono di solito in gruppo e hanno la particolarità di “torturare” i bizuth con giochi, o se sono più cattivi di impedire ai bizuth di prendere il corso normalmente urlando, disturbandogli, mettendo il loro morale alla prova, prendendo i posti seduti per obbligare i bizuth a mettersi sulle scale dell’aula. Si deve capire che un bizuth depresso fa un posto in più per loro al concorso. In generale c’è un ambiente spiritoso.

Un bizuth deve rispettare i quadrati e partecipare ai giochi con buon’ umore se no la vendetta dei quadrati può essere tremenda !!!!! Una buona relazione con i quadrati può fare della tua P1 il migliore anno della tua vita; In caso contrario peccato per te !!!!

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IL CUBO => Se ne parla poco perché sono rari, anzi

rarissimi. I cubi sono i quadrati che per motivo di

malattia improvvisa e grave il giorno del concorso

hanno avuto l’autorizzazione eccezionale di ripetere

l’anno una terza volta. Loro rimangono nella loro sfera

e interagiscono poco con gli altri. Sono rispettati dai quadrati e ancora di più

dai bizuth.

IL P2 => il P2 è lo studente che ha superato il concorso che ormai è iscritto in secondo anno di medicina : la P2 . Tutti i P1, bizuth, quadrati e cubi devono rispetto ( e sottomissione!) assoluto ai P2.

https://i0.wp.com/pub.tv2.no/multimedia/na/archive/00162/Noah_Wyle_Dr_Carter_162429m.jpgIl P2 si muove in gruppo quasi sempre accompagnato da super alcolici . Si riconosce dal fatto che, porta un camice con delle iscrizione oscene e con dei disegni più che significativi e il magico fonendoscopio. La sua attività preferita è animare l’aula con giochi abbastanza diversi, di organizzare lo spettacolo di Natale ( a P6 organizzano il ‘Show dei P2″ cf link), di “torturare” i quadrati, di demoralizzare i bizuth, di fare un giro nell’aula (con musica, caramelle e per i maschietti senza vestiti) dei P1 ogni tanto per fargli ricordare quale è il loro obbiettivo alla fine dell’anno : essere anche loro in P2 !!!!!

Una volta che si capisce bene in che categoria si appartiene, l’anno può cominciare e i bizuth imparano rapidamente il folclore quotidiano che ritmerà il loro anno universitario e che permette di rendere più sopportabile la vita di privazione indotta dalla P1.

Questo folclore un pò più dettagliato sarà il soggetto di un prossimo post. Aspettandolo potete avere una piccola idea guardando il power point alla pagina ” Giochi di P1″ .

A presto

Sophie e Sam

Ci siamo finalmente !!!!!!!! è arrivato il mese di settembre e siamo tutti eccitati !!!! è il nostro primo giorno nell’anfiteatro.

Inizio con Tolosa (per una volta) :

Siamo divisi in due gruppi, quello della mattina e quello del pomeriggio. Si capisce subito che l’anfiteatro non è abbastanza grande per accogliere tutti i studenti presenti. Comincia la prima lotta dell’anno : arrivare molto in anticipo per non finire sulle scale.

In pratica, c’è la presentazione dell’anno universitario con le diverse materie e i diversi prof. Il gruppo del mattino segue le lezioni mentre il gruppo del pomeriggio fa esercitazioni al laboratorio. Di pomeriggio è l’inverso, il gruppo del pomeriggio segue le lezioni e il gruppo del mattino fa esercitazioni. Poi si spiega come si svolgerà il concorso.

L’anno universitario è diviso in due quadrimestri. Il concorso di medicina si svolge in due parti : la prima parte a gennaio e riguarda le materie del primo quadrimestre; la seconda parte è a maggio e riguarda le materie del secondo quadrimestre. Il risultato della prova di gennaio è dato a marzo con una classifica provvisoria e individuale che permette di sapere se abbiamo ancora un po di speranza per la seconda prova, o se si deve abbandonare subito. Per la prova di maggio, il risultato è dato a giugno. Si fa la media dei voti delle due prove e si stabilisce una classifica finale.

Si deve capire una cosa: con questo unico concorso si può a seconda della sua classifica entrare in medicina, odontoriatria, fisioterapia e ostetrica. Ci sono [dati di 2006] : – 130 posti per medicina ( dal 1° => 130°)

– 32 posti per odontoiatria (dal 131°=> 163°)

– 23 posti per fisioterapia (dal 164° => 187°)

– 15 per ostetrica. (dal 188° => 203°)

A Tolosa le materie sono le seguente :

PURPAN

RANGUEIL

1° Modulo

FISICA/BIOFISICA

Coeff. 1,5

FISICA

Coeff. 1

2° Modulo

CHIMICA

Coeff. 1,5

CHIMICA

Coeff. 1

3° Modulo

BIOLOGIA MOLECOLARE

Coeff. 1

BIOLOGIA MOLECOLARE

Coeff. 1

CONCORSO

4° Modulo

ANATOMIA

Coeff.2

ANATOMIA

Coeff. 1

5° Modulo

ISTOLOGIA CITOLOGIA

Coeff. 1,5

ISTOLOGIA CITOLOGIA

Coeff. 1

6° Modulo

SCIENZE UMANE

E SOCIALE Coeff. 2

SCIENZE UMANE

E SOCIALE Coeff. 1,25

2ndo quadrimestre:

PURPAN

RANGUEIL

1° Modulo

FISICA/BIOFISICA

Coeff. 1,5

BIOFISICA Coeff. 1

2° Modulo

BIOCHIMICA

Coeff. 1,5

BIOCHIMICA Coeff. 1

3° Modulo

BIOLOGIA CELLULARE

Coeff. 1

GENETICA,

BIOTECNOLOGIA,

IMMUNOLOGIA Coeff. 1

BIOLOGIA CELLULARE

Coeff. 1

CONCORSO

4° Modulo

FISIOLOGIA Coeff. 1

FISIOLOGIA Coeff. 1

5° Modulo

EMBRIOLOGIA UMANA,

BIOLOGIA DELLO SVILUPPO

E DELLA RIPRODUZIONE Coeff. 1,5

EMBRIOLOGIA UMANA,

BIOLOGIA DELLO SVILUPPO

E DELLA RIPRODUZIONE Coeff. 1

6° Modulo

SCIENZE UMANE

E SOCIALE Coeff. 2

SCIENZE UMANE

E SOCIALE Coeff. 1,25

Vi voglio fare notare che qualche materie sono diverse da una facoltà all’altra e sopratutto che i coefficienti sono diversi !!!! Quindi lo stesso voto può non bastare a Rangueil mentre sufficiente a Purpan per essere classificato tra i 130 primi. Quindi importanza di scegliere la facoltà giusta per se !!!!

Altra cosa importante da sapere è che le domande al concorso sono a Questione a risposte multiple per tutte le materie eccetto scienze umane per la quale si risponde si deve scrivere un piccolo testo per rispondere a una domanda (e ci sono 5 domande). A Purpan c’è una piccola differenza nel senso che anche la chimica, la genetica e la biotecnologia sono prove scritte e non a crocette.

Va bene adesso passiamo a Parigi:

Bene o male a Parigi è la stessa cosa, tranne qualche piccola cosa. Gli studenti non finiscono sulle scale ( a meno che non ci caschino;) ), ci sono 4 anfiteatri di circa 500 persone, lo spazio per tutti c’è! Il prof è presente in un solo anfiteatro (l’anfiteatro presenziale), negli altri viene ritrasmesso in video conferenza. Anche qui siamo divisi in 2 gruppi, mentre uno è a lezione, l’altro è al laboratorio.

A P6, pero’ abbiamo una particolarità rispetto alle altre università parigine, le nostre lezione sono registrate e trasmesse in diretta sul sito della facoltà, permettendo ai ragazzi che abitano lontano o che sono ammalati di spostarsi solo per i giorni in cui hanno laboratorio, o se non si è capito una lezione si puo’ rivedere all’infinito.

Un’altra cosa, tutti i prof sono obbligati a fare delle dispense, chiamati poly, che poi sono portati in una copisteria e rivenduti agli studenti a prezzo di costo (se mi ricordo bene per tutti e 2 i semestri la spesa era di più o meno 40 €). Le domande all’esame saranno eclusivamente su quello che è scritto nei poly, non c’è bisogno di acquistare libri (a parte il Netter), e cio’ riduce consideravolmente le spese. Come vi potete immaginare i poly vanno saputi a memoria!

In più la biblioteca universitaria ( chiamata BU), è aperta dal Lunedi’ al Sabato fino a mezzanotte e contiene tutti i libri di cui abbiamo bisogno. L’unico problema è che è molto affollata!

Gli esami sono quasi tutti a crocette, tranne fisica, chimica organica, chimica generale, psicologia, storia della medicina, bioetica, e biochima e biologia cellurare che comportano una parte a crocette ed una parte redazionale. I coefficienti sono diversi da quelli di Tolosa, e sono elencati qui sotto:

Primo quadrimestre

Chimica organica (30 ore di lezione ) coefficiente: 1

Chimica generale (30 ore di lezione) coefficiente: 1

Fisica (60 ore) coefficiente: 2

Biochimica 1 (31 ore) coefficiente: 1

Biologia cellulare 1 & 2 (50 ore) coefficiente: 2

Anatomia (30 ore) coefficiente: 1,5

Fisiologia (10 ore) coeff: 0,5

Scienze Umane e Sociali – Psicologia- (18ore) coeff: 1,4

Secondo quadrimestre

Biofisica (56ore) coeff: 2

Biochimica 2 (29 ore) coeff: 1

Biostatistica (30 ore) coeff: 1

Istologia (30 ore) coeff: 1

Biologia dello sviluppo animale e embriologia (60 ore) coeff: 2

Scienze Umane e Sociali – Storia della medicina e Bioetica – (34 ore) coeff: 2,6

Se qualqu’uno fosse interessato a vedere cosa sono i poly (anche se ne dubito fortemente), posso inviarli via mail, basta chiedere;)

Per il numero chiuso, nell 2008 prendevano, 333 persone a medicina, 33 in odontoiatria, 30 per ostetricia e 10 posti erano riservati ai diplomati in una specialità paramedica (fisioterapia, infermieristica, ostetricia,…). Tenete a mente che il numero di iscritti era di 2300 persone!

Come si puo’ vedere dal numero delle ore e delle materie la P1 è un anno molto impegnativo, non si esce con gli amici, non si guarda la TV, insomma non si fa niente tranne studiare. Ad esempio mi sono concessa 3 uscite l’anno scorso, una per Natale, andai al cinema (a vedere Io Sono Leggenda, che sfiga c’è pure il cane che si chiama come me che muore alla fine), un altra per Capodanno ( non feci niente perché il 2 gennaio avevo un esame in bianco con la mia Prépa visto che il 7 e 8 Gennaio c’era la prima parte del test) e l’ultima per il compleanno di mia madre;)

Questo è la P1 versione ufficiale , pulita, organizzata, amministrativa insomma!

Hum ma che sarà la P1 nascosta ?????

Questo lo scoprirete in un prossimo post

Sophie & Sam


Vagando su internet ho trovato qualche immagine alquanto buffa:

test-medecine289

La traduzione è:

Siete un medico?

– SI

– NO

– IL DUODENO

Entrare nella scuola di medicina sta diventando sempre più difficile.

E questa è per Sophie :

images

Vi abbiamo accennato al fatto che esistono certe “cose” che si chiamano Prépas, si, ma cosa sono?

Allora, le Prépas, sono delle scuole private che impartiscono lezioni extra durante l’anno di P1, ed organizzano anche simulazioni di esami, affinché uno sia preparato al meglio per affrontare il concorso. Ce ne sono tantissime e variano da regione a regione, da facoltà a facoltà. Detto cosi’ non sembra per niente male;) . In effetti, la massa di cose da imparare è enorme, e un aiutino non fa male, visto che non si possono fare domande ai prof dell’Università per evitare favoritismi ( bisognerebbe che tutti gli studenti ascoltassero la domanda e la risposta per far si che la situazione sia equa, ed è una cosa irrealizzabile).

Pero’ ( non mi fraintendete non sono una anti-prépa) in realtà le cose sono bene diverse. Iniziando dai costi esorbitanti di queste Prépas (fino a 3 OOO €) . Molte persone non possono permettersi di sborsare tali cifre, ed automaticamente sono sfavorite. Talvolta c’è chi prende un mutuo o prelieva dai risparmi familiari solo per pagare le Prépas, senza avere la certezza di entrare a medicina. Vi posso dire che, questo, aumenta ancor di più la pressione che grava sulle spalle dei ragazzi, si sentono in dovere di far si che quei soldi non siano buttati via. Pero’ i dati sono quelli, a P6 l’86% degli iscritti non supererà mai lo scoglio della P1, prépa o non prépa.

Le pubblicità che sono fatte dalle prépas ( che compredono opuscoli informativi, righelli, penne, e persino pseudo spot informativi sulla vita durante la P1 visibili su internet) ci mettono nella condizione di pensare che ci renderanno tutto più facile, che grazie a loro la nostra possibilità di entrare a medicina sarà aumentata (questo poteva essere vero 20 anni fa, adesso il 90% della gente prende una prépa) e che se non prendete una prépa non ce la farete mai ad entrare a medicina (per far venire i sensi di colpa). In più, al livello degli insegnamenti, succede spesso ( o meno spesso, dipende dalla qualità della prépa selezionata) che le lezioni non siano proprio adeguate con il programma, o che non corrispondano alla visione del docente universitario. In P1, con tutto quello che c’è da fare, non ci si puo’ permettere di passare 1 ora su un argomento fuori programma. Un’altra cosa è che le classifiche degli studenti, fatte durante le prove di esami (esami in bianco) non sono significative. Cioè, il campione di allievi in una Prépa è troppo ridotto in confronto ai più di 2000 studenti. Magari uno puo’ essere primo in classifica nella prépa, pero’ poi sui 2000 ragazzi puo’ benissimo essere tra i peggiori.

Le università stanno reagendo all’incremento dell’influenza delle prépas, ed hanno creato un sistema di tutorato totalmente gratuito. Gli allievi del secondo anno (i P2) organizzano dei test di valutazione con graduatoria ( questa volta la classifica è più rappresentativa visto che ci sono moltissimi studenti, più del 60% che ci partecipa) ogni settimana e rispondo alle eventuali domande dei P1. Il sistema per ora sembra funzionare bene, speriamo che duri…

Tuttavia le Prépas non hanno solo lati negativi. Sono molto utili come punto di appiglio nel marasma universitario. Aiutano la transizione tra un sistema liceale, dove siamo molto inquadrati, ed un sistema universitario dove siamo lasciati allo sbaraglio ( anche se la P1 è un mondo totalmente diverso da quello che è la realtà universitaria “normale”). Ci insegnano una metodologia di studio molto utile, ed inoltre, aiutano a socializzare. Essendo riuniti in piccoli gruppi è più facile conoscere persone (in un amfiteatro di 300 persone non è molto facile farsi degli amici), e cosi’ ci si sente meno soli.

Ho cercato di spiegare al meglio cosa sono queste benedette Prépas, comunque penso che, Sophie chiarirà di sicuro la situazione grazie alla sua infinita saggezza!

Eccomi !!!!!!!!!!!!!

Sono d’accordo con la Samantha quando dice che le Prepas sono care e che il successo all’esame non è assolutamente garantito pure pagando queste lezione extra. Ma non si può negare che costituiscono un aiuto essenziale e prezioso che può fare la differenza.

Anche a Tolosa, il “se non ho capito chiedo al professore ” NON esiste ! Il prof neanche ti considera: Arriva, fa il suo corso (con più o meno volontà e impegno, dipende dell’umore del giorno), e ….scappa ! Sono rari i prof che rispondono alle domande.

A Tolosa abbiamo sostanzialmente 3 scuole private, ma c’è ne una particolarmente efficace, che prende in carica lo studente aiutandolo ad organizzarsi nella sua giornata, nei suoi ripassi per il concorso.

Alla fine, la giornata di uno studente di P1 è continua dalle 7.00 della matina alle 24.00, tutti i giorni. Non si può fare diversamente.

Uno studente che non ha un buon ritmo di vita e di studio, regolato quasi minuto per minuto come un orologio svizzero, non può superare il concorso, non c’è verso!!!!!

Un’ultima cosa : sono contenta di sapere che ora esiste il Tutorat di cui Samantha ha già parlato. Infatti, alla mia epoca cioè sei anni fa (maremma come mi sento vecchia ragazzi !!!!!) questo sistema non esisteva, forse potrà costituire un’alternativa interessante e per lo meno GRATUITA e lottare contre il monopolio delle Prépas.

A presto per un nuovo post

Ps : non dimenticare di lasciare commenti !!!!


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